Il decreto sulle liberalizzazioni varato dal Governo Monti, ''non ha minimamente intaccato il potere delle banche, che continuano ad applicare tassi di interessi piu' elevati dello 0,67% sui mutui, che in Italia sono pari al tasso del 4,60% contro il 3,93% della media Ue (+ 0,84% il differenziale sul credito al consumo), ma ne ha al contrario rafforzato l'arbitrio.
A sostenerlo e' il presidente dell'Adusbef, Elio Lannutti, il quale lamenta il fatto che sia stato legalizzato - all'atto della stipula di un mutuo - l'obbligo di subordinare una costosa polizza assicurativa da pagare in anticipo, pena la mancata erogazione del prestito. E mentre i banchieri possono brindare ai provvedimenti del governo, si continua ad allargare la forbice e l'elevato differenziale tra i tassi medi applicati a mutui e prestiti in Italia ed in Eurolandia''.
Per i mutui (+0,67%) la forbice va allargandosi per tornare ai livelli di aprile 2011. Per i prestiti (+0,84%) tende ancora a ridursi. I dati forniti da BCE e Bankitalia - ricorda Lannutti - sono aggiornati a novembre 2011 e non scontano ancora, per i mutui, l'impennata degli spread aggiunti al tasso dalle banche italiane allo scopo di scoraggiare la richiesta di finanziamenti da parte delle famiglie. Per i mutui a tasso variabile, oltre all'Euribor, in forte calo, gli spread applicati vanno dal 2,70 a 4,90.
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